
Autismo 2 Aprile 2025: molto più di una ricorrenza
mercoledì 02 aprile 2025 ore 08:15
Oggi, 2 aprile 2025, si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.
Da quando, nel 2007, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato questa data, sono stati organizzati eventi, tavole rotonde e iniziative di ogni tipo per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale su questo tema così importante, che rappresenta una sfida per chi, come noi, auspica la piena libertà di espressione di ogni individuo sulla Terra.
Oggi, 18 anni dopo, bisogna necessariamente “andare oltre”, mettendo al centro il diritto di ognuno alla propria unicità e alla valorizzazione del suo “posto nel mondo”.
Il tema di quest’anno è la “promozione della neuro diversità connessa al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.
Cosa significa? Significa che una consapevolezza reale dell’autismo può avvenire soltanto se si mettono in atto politiche e pratiche inclusive in grado di generare un vero cambiamento per la comunità autistica in tutto il mondo.
Abbattere gli stigmi e i pregiudizi è ciò che le persone che vivono questa condizione si aspettano da tutti! Ci rendiamo conto che sia un qualcosa di non facile attuazione perché, per nostra natura, siamo portati a prendere le distanze da ciò che è diverso da noi (normotipici) che rappresentiamo la fetta principale, percentualmente parlando, della popolazione mondiale.
Ma diverso non significa sbagliato! Ogni persona con autismo è unica e non va “aggiustata”, bensì va compresa nel proprio funzionamento.
Quando manca questa comprensione, ecco che i soliti luoghi comuni la fanno da padrone, generando il pregiudizio che si radica talmente a fondo nelle menti da diventare un credo collettivo. Nulla di più ingiusto, se si pensa che l’autismo è una condizione talmente eterogenea che è pressoché impossibile creare un profilo univoco che calzi a pennello su tutte le persone coinvolte. Da qui l'espressione “disturbi dello spettro autistico”, che si manifestano in maniera differente, con una serie di variabili ed eventualmente, comorbilità.
Consapevolezza dell'autismo vs accettazione dell'autismo
Le parole che usiamo sono importantissime e hanno il potere di costruire ponti o ergere muri a seconda di come vengano utilizzate.
In quest’ottica nel 2020 l’Autism Society of America ha sostituito la parola “Consapevolezza” con la parola “Accettazione”, sottolineando l’importanza di accettare l’autismo come una componente naturale dell’esperienza umana.
Questo cambio è stato pensato per ridirezionare il focus dalla visione di autismo come malattia da curare (concezione quanto mai maldestra e fuorviante) ad autismo inteso come condizione neurologica che interessa un numero sempre più crescente di persone in Italia e nel mondo.
Favorire una piena accettazione non è mera utopia ma un obiettivo perseguibile attraverso una presa in carico che coinvolga attivamente ogni parte sociale, a partire dalla scuola, dagli enti locali fino alle associazioni e gli enti di culto.
In sintesi, la consapevolezza è solo il primo passo verso il percorso dell’accettazione e non un punto di arrivo come erroneamente si pensa. Accettare, infatti, è andare oltre i limiti che ci creiamo, prestando attenzione a quello che ci accade intorno, a prescindere che ci tocchi o no in prima persona.
La consapevolezza spesso ha inteso l’autismo come un prendere atto passivamente dei sintomi e delle peculiarità, generando involontariamente discriminazione. L'accettazione, invece, si concentra sulle persone reali, riconoscendone i punti di forza e quelli di debolezza, le complessità e le caratteristiche individuali, in un’ottica accogliente e inclusiva.
Ci piace credere che il mondo possa essere un posto migliore quando tutti accoglieremo la neuro divergenza.
Non importa come si celebrerà la giornata di oggi, ciò che conta è che possa essere l’occasione per fermarsi e riflettere su quali siano i bisogni delle persone con autismo e delle famiglie che le supportano e le sostengono ogni giorno.