Una dottoressa visita con lo stetoscopio una bambina

Bronchiolite: nuovo anticorpo monoclonale per la prevenzione

mercoledì 22 ottobre 2024 ore 08:29

Negli ultimi anni, la bronchiolite ha continuato a rappresentare una delle maggiori minacce per la salute dei neonati e dei bambini piccoli. Tuttavia, grazie alla ricerca e allo sviluppo di nuovi trattamenti, è in arrivo una nuova arma nella lotta contro questa patologia: l’anticorpo monoclonale clesrovimab. Questo farmaco si è dimostrato efficace nel prevenire le forme gravi di bronchiolite e ridurre i ricoveri ospedalieri, fornendo una protezione cruciale per i neonati, in particolare nella loro prima stagione di esposizione al virus.

Certo, ecco un paragrafo aggiuntivo che descrive cos'è la bronchiolite:

Cos'è la bronchiolite?

La bronchiolite è un'infezione respiratoria che colpisce prevalentemente i bambini sotto i due anni di età, soprattutto nei mesi autunnali e invernali. È causata principalmente dal virus respiratorio sinciziale (RSV), ma può essere provocata anche da altri virus come l'adenovirus o il virus influenzale

Questa malattia infiamma i bronchioli, i più piccoli passaggi d'aria nei polmoni, rendendo difficile la respirazione. I sintomi tipici includono tosse, respiro sibilante, difficoltà respiratorie e febbre. In casi gravi, i bambini possono necessitare di ricovero ospedaliero per monitoraggio e supporto respiratorio. 

Fino a oggi, la bronchiolite ha provocato un significativo impatto sul sistema sanitario, portando a un alto numero di ospedalizzazioni infantili durante i picchi stagionali. Nonostante i sintomi possano sembrare simili a quelli di un raffreddore, la bronchiolite può evolvere in forme gravi, specialmente nei bambini prematuri o con problemi respiratori preesistenti.

Clesrovimab: una protezione innovativa

Lo sviluppo di clesrovimab, un anticorpo monoclonale sperimentale, rappresenta una vera e propria rivoluzione nella prevenzione dell'RSV. I dati presentati durante il congresso internazionale ID Week 2024 a Los Angeles hanno mostrato che una singola dose del farmaco può ridurre significativamente l'incidenza di malattie respiratorie gravi e i ricoveri ospedalieri nei neonati. In particolare, rispetto al placebo, clesrovimab ha ridotto le infezioni delle vie respiratorie inferiori associate all'RSV del 60,4%, e i ricoveri di circa il 90%.

Questi risultati provengono da uno studio clinico di fase 2b/3, che ha coinvolto neonati sani, nati sia a termine che pretermine, fino all’età di un anno. La protezione fornita da questo anticorpo monoclonale è valida per l'intera stagione dell’RSV, con un'efficacia fino a cinque mesi dopo la somministrazione.

Il contesto italiano: la sfida della bronchiolite

In Italia, la bronchiolite rappresenta una delle principali cause di ricovero nei reparti di pediatria. Durante la stagione epidemica 2023-2024, solo all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ci sono stati 750 ricoveri e 3 decessi a causa di questa malattia. La maggior parte dei casi coinvolge neonati senza precedenti clinici rilevanti, il che rende ancora più urgente una prevenzione efficace.

Secondo il professor Alberto Villani, coordinatore dell'Area Pediatria Universitaria dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, "clesrovimab rappresenta un passo avanti fondamentale per proteggere sia i bambini con comorbidità che quelli sani da una malattia insidiosa che può essere mortale". Lo sviluppo di farmaci come clesrovimab è cruciale anche per ridurre l'impatto economico e sociale della bronchiolite, considerando che l'RSV è responsabile dello sviluppo di altre patologie respiratorie come l'asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) anche negli adulti.

Un futuro promettente per la prevenzione

In aggiunta ai risultati dello studio di fase 2b/3, è in corso un’altra sperimentazione di fase 3 che sta valutando l'efficacia e la sicurezza di clesrovimab rispetto a un altro farmaco già approvato, palivizumab. I primi risultati confermano la buona tollerabilità e sicurezza del nuovo anticorpo, e ne suggeriscono un ruolo di primo piano nel futuro della prevenzione delle malattie correlate all'RSV.

La disponibilità di nuovi anticorpi monoclonali come clesrovimab offre una soluzione efficace per ridurre l'incidenza e la gravità delle infezioni respiratorie nei neonati, alleggerendo il carico sui sistemi sanitari e fornendo una protezione più duratura.

Riflessioni conclusive

La bronchiolite continua a essere una sfida per la pediatria, ma l'arrivo di nuove terapie come clesrovimab rappresenta una luce di speranza per i neonati di tutto il mondo. Con una singola somministrazione, questo anticorpo monoclonale offre una protezione prolungata e riduce drasticamente i ricoveri, offrendo ai bambini la possibilità di superare la loro prima stagione di esposizione all'RSV in sicurezza. Il futuro della prevenzione sembra sempre più promettente grazie a questi sviluppi scientifici.

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